BAMBINI IN CONGO…… 

 

 il racconto  delle nostre suore.

 

Il fenomeno dei bambini di strada (a Bunia) è un fatto nato con la guerra tribale a partire dal 2002. Volevamo fare qualcosa per loro.

Il 20 maggio 2006 abbiamo invitato a pranzo questi bimbi, ne sono arrivati solo 6 perchè il gruppo forte era concentrato al mercato. Prima del pranzo sembravano tutti timidi, ma dopo essersi ben ristorati....si sono divertiti sia loro che noi suore, spettatrici del loro teatrino durato due ore. Ci hanno raccontato cosa succede sulla strada di quando sniffano la benzina. Si sono vantati della loro capacità d’obbedire al capo, di rubare, di sfuggire alla Polizia...di restare in prigione e come e quando ricorrere allo stregone per essere guariti, portando una capra o altri beni.

 

Tre settimane dopo, nel tardo pomeriggio, incontriamo 3 di questi bambini che erano venuti a pranzo. Erano irriconoscibili. Li abbiamo invitati a casa nostra per lavarsi. Poi hanno mangiato ed era già buio. Abbiamo chiesto loro se volevano uscire per raggiungere gli altri. Ci hanno detto che preferivano restare con noi. Da quel giorno abbiamo ricevuto una trentina di bambini, ma solo 13 potevano restare a dormire da noi per mancanza di strutture adatte. A tutti abbiamo offerto il pranzo e un insegnamento scolare di recupero per mesi, con la speranza di ri-inserirli nelle loro famiglie e nella scuola.

 

I loro Problemi: i più grandi dominano sui piccoli e li sfruttano promettendo loro viaggi, cose preziose, ecc.. Quindi i piccoli, tutti i giorni, devono rubare per poter dare alla sera una quantità di denaro ai loro così detti capi. Dopo qualche mese di permanenza sulla strada i bambini assumono un atteggiamento di rifiuto totale della famiglia e della società.  Formano fra loro un vero clan con leggi, doveri e diritti propri. Hanno degli atteggiamenti molto violenti e aggressivi e per piccole cose si picchiano a sangue.

La maggioranza hanno famiglie divise, genitori separati, altri sono orfani. In famiglia non tornano perché sono rifiutati.

 

Le attività s’alternavano: ... abbiamo organizzato per loro diverse attività, un tempo d’ applicazione, films educativi, giochi organizzati, per aiutarli ad una certa disciplina, capacità d’accettazione, spirito sportivo e non solo competitivo... tempo di formazione a vari livelli, anche la formazione religiosa che li interessava molto.

 

Sentivano forte il bisogno d’amore, d’attenzione. Si è cercato di curare il loro bisogno di auto-stima, il recupero della loro dignità, la possibilità d’ascoltarli...e finalmente di sentire spontaneamente da loro: ”Io ho fatto del male, io chiedo perdono...io perdono a Y ..X...per il male ricevuto...io lascio perdere...io voglio riprendere la scuola...voglio rientrare in famiglia.. .io voglio diventare qualcuno...la strada mi rovina.. .gli amici di strada vogliono solo tirarmi verso il male...ect.

 

Da qualche mese raccogliamo le bambine, che rimanevano giorno e notte al mercato. Sono una dozzina, hanno voglia di cambiare la loro vita. Offriamo loro una accoglienza calorosa, il cibo, il vestito, le medicine, un tempo di formazione a vari livelli e secondo i loro bisogni. Pensiamo che per le bambine si potrà riuscire a fare qualcosa di più, ma c’è sempre il pericolo della strada, i ragazzi vengono continuamente a cercarle e a disturbarle.

 

Se lasciamo i bambini sulla strada, ben presto avremo delle famiglie di strada, come è successo a Kinshasa, la Capitale. Se riusciamo a strapparli dalla strada, la loro vita sarà tutta diversa, un po’ più serena e normale. Il Paese sta cambiando. Si ha voglia di strutture democratiche e credibili per uno sviluppo sostenibile. Si comprende meglio il valore della libertà, della giustizia sociale, del costruire insieme. E’ un’occasione favorevole per questi bambini, forse possiamo aiutarli ora!

 

Perchè non aiutare promuovendo la possibilità

dell’adozione a distanza?

Per noi è un piccolo sforzo, per loro è questione di vita!