CONVEGNO VOICA 2011

PASSO DOPO PASSO... CAMMINIAMO INSIEME
“Passo dopo passo
quando cado e mi rialzo
vedo il cielo dipinto di rosso
con Te che rimani al mio fianco
E Maddalena di Canossa, ci invita ad
andare per tutto il mondo
a portare l'amore di Gesù.”
Queste sono le parole che concludono l’inno del nostro convegno VOICA 2011 che aveva come tema “Passo dopo Passo... camminiamo insieme”. Dall’8 al 13 agosto, ci siamo trovati in tanti, a San Michele a Roma, provenienti da ogni continente, vecchi e nuovi volontari, laici e suore Canossiane e quanti sono da sempre interessati al volontariato missionario. Ognuno con le proprie storie ed esperienze, ognuno con le proprie inquetudini per affrontare la sfida di camminare insieme, ancora una volta, passo dopo passo.
E’ stata una settimana ricca di incontri e di gioia, dove tutti si sono sentiti coinvolti e parte di una stessa famiglia, accompagnati da Maddalena di Canossa, che ne sono sicuro, ha sorriso vedendoci dall’alto far festa e stare insieme. Ma è stata anche una settimana di riflessione e di spunti per capire, riflettere su cosa significa oggi, essere un volontario canossiano. Don Giulio Albanese ha sottolineato che il nostro tempo ha bisogno di testimoni.
Testimoni autentici. Ai vertici di un progresso mai raggiunto finora, si associano abissi inauditi, dove ognuno di noi ha la responsabilità di tutto ciò che sta succedendo. Essere cattolici, ancora di più oggi, significa assumere le proprie responsabilità, significa incarnare la parola di Dio, viverla nelle relazioni umane e nella comprensione del “Bene Comune” per tutti i popoli. L’evangelizzazione deve essere la “parte bella” della globalizzazione. Il cattolico deve essere pronto all’universalità, ascoltando lo Spirito Santo che lo chiama ad essere segno di contraddizione, ad essere Santo, vale a dire amico di Dio; a vivere la gratuità totalizzante dell’amore attraverso la ricerca della pace, della giustizia, della solidarietà, senza interesse ma facendola diventare strumento di dialogo e di rispetto.
Ed ecco che, come ha sottolineato Mariuccia Donghi, c’e’ bisogno di imparare e di apprendere. E’ necessario un nuovo modo di porsi di fronte alle sfide della solidarietà, della gratuità con coraggio. Ciò che ci deve spingere, deve essere la purezza delle nostre motivazioni. Si deve essere freschi e credibili, non con un sentimento di compassione, ma con la determinazione ad impegnarsi per il bene comune. Si deve testimoniare con forza il bene ricevuto, inserendoci negli spazi di prossimità e di condivisione che il mondo ci offre ogni giorno. Per questo vale la pena, uscire e salire per vedere, per andare incontro, agli altri, allo stesso modo di Zaccheo che sale sull’albero, abbandona la folla e si sforza per riuscire a vedere Gesù. Serve, come dice Padre Sergio Gallina, uno sguardo appropriato, di mansuetudine “che accarezza da lontano anche dove la mano non arriva”. Ma poi si deve scendere in fretta per condividere e stare insieme, con i piccoli e con gli ultimi. Si deve vivere il Dono, ma deve essere questo anche un Dono da condividere. Attraverso la verità, con il dialogo; l’unità, la gratuità, nell’umiltà e nel rispetto in quanto ognuno è figlio di Dio. Vivendo la propria comunità, creando comunità, dando e ricevendo il perdono, cercando di essere sempre disponibili e responsabili. E flessibili; in quanto la realtà non è mai programmabile nè prevedibile. Si deve avere il coraggio di avanzare e di camminare con tutti i poveri, con chi porta la sua croce, avanzando insieme alla stessa velocità, anche se questo, significa, per qualcuno, rallentare.
Condividere il dono, essere se stessi in ogni tempo, liberi e fedeli a servizio della vita e della speranza.
Da questo impariamo che il volontariato, allora altro non è che un atto di volontà, che parte dal cuore. Il cuore, come sede del nostro profondo, dove ognuno di noi, riscopre la propria vera identità e da qui può partire per diventare Testimone nel mondo.







